L’ECOVILLAGGIO CHE AUTOPRODUCE TUTTA L’ENERGIA (E IL CIBO) DI CUI HA BISOGNO

Sensazionale!
#Pexo

Alle porte di Amsterdam sta nascendo un ecovillaggio che non avrà bisogno di ricorrere all’energia della rete elettrica o al consueto sistema alimentare. Diventerà un vero e proprio modello di autosufficienza e di sostenibilità per il futuro.

Una comunità di persone che hanno scelto uno stile di vita più sostenibile rispetto alla frenesia cittadina ha deciso di dare vita a ReGen Village. Si tratta in realtà di un progetto più ampio che vorrà comprendere più ecovillaggi nei Paesi Bassi e nel resto del mondo.

L’idea è di fondare un nuovo tipo di comunità pensata per essere completamente autosufficiente sia dal punto di vista energetico che alimentare oltre che per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, in cui non ci saranno sprechi.

Ad esempio dagli scarti alimentari si otterrà il compost necessario per la coltivazione di frutta e verdura. All’interno dell’ecovillaggio ci saranno delle coltivazioni da agricoltura biologica ad alto rendimento, combinate con la permacultura e con le foreste urbane per la coltivazione di alberi da frutto.

La produzione di energia avverrà grazie ad un mix di solare termico, fotovoltaico, eolico, geotermico e biomasse. Così gli scarti agricoli si potranno trasformare in una fonte di energia utile per l’autosufficienza. Un impianto per il biogas trasformerà in energia i rifiuti non compostabili. Ci sarà un sistema per la raccolta dell’acqua piovana e le acque grigie serviranno per irrigare gli orti.

Gli ideatori del progetto stanno creando un modello di ecovillaggio sostenibile ed efficiente facile da esportare a livello globale. Il primo ReGen Village si trova a 20 minuti di treno da Amsterdam, nella località di Almere.

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La nascita del progetto si è ispirata a un documento dell’Onu del 2013 che vedeva negli ecovillaggi una soluzione sostenibile per migliorare il mondo. Ci si attende che il primo ecovillaggio di questo progetto riesca a produrre tutta l’energia di cui ha bisogno e almeno la metà del cibo necessario.

Leggi anche: RIPOPOLARE SADALI: DA COMUNE ABBANDONATO A ECOVILLAGGIO

Ovviamente, ad esempio, non si potranno coltivare banane o caffè e potrà restituire alla rete elettrica locale l’energia prodotta in sovrappiù. Il completamento dell’ecovillaggio alle porte di Amsterdam è previsto per il 2017.

Fonte: http://www.greenme.it/abitare/bioedilizia-e-bioarchitettura/21036-eco-villaggio-autosufficiente

10 PIANTE PER UN BALCONE ESPOSTO AL SOLE

Circondiamoci di verde 😉
#Pexo

Il vostro balcone è esposto prevalentemente al sole? Vi avevamo già parlato delle piante da coltivare sul balcone all’ombra, ora passiamo ai suggerimenti per i fortunati che hanno un bel balcone esposto al sole.

La maggior parte degli ortaggi da coltivare in estate e dei fiori estivi e primaveriliinfatti preferiscono l’esposizione al sole che permette una migliore maturazione e fioritura. In ogni caso non dimenticate che sullo stesso balcone ci possono essere sia zone di sole che zone più ombreggiate, dunque regolatevi di conseguenza per disporre al meglio i vostri vasi.

Ecco quali sono i fiori e le piante da coltivare sul balcone esposto al sole. Alcuni esempi per voi.

Fiori per il balcone esposto al sole

1) Gerani

I gerani sono tra i fiori più coltivati sui balconi sia in campagna che in montagna e in città. Li arricchiscono di colori e inoltre in estate ci aiutano a tenere lontane le zanzare in modo naturale. I gerani amano l’esposizione al sole e non temono il caldo.

2) Lavanda

Sul vostro balcone esposto al sole potrete coltivare facilmente una piantina dilavanda in vaso. Infatti la lavanda ama l’esposizione soleggiata e noterete che i fiori stessi tendono a dirigersi verso il sole durante la loro crescita.

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3) Rose

Immaginate un fantastico roseto e immaginate di riprodurlo in miniatura sul vostro balcone con delle bellissime roselline di colori diversi da coltivare in vaso. Le piante di rose sono adatte per il vostro balcone esposto al sole.

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4) Buganvillee

Le buganvillee sono delle piante tropicali sempre alla ricerca del sole e del caldo. Per il vostro balcone dovrete cercare le varietà di buganvillee con le foglie piccole adatte per la coltivazione in vaso.

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5) Tulipani

Chi di voi ama i tulipani? Li potrete coltivare in vaso sul vostro balcone esposto al sole. E’ proprio l’esposizione al sole che i tulipani cercano per crescere al meglio e per fiorire regalandovi i loro colori meravigliosi.

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Orto sul balcone esposto al sole

1) Basilico

Il basilico è una pianta tipicamente estiva. Scegliete il vostro balcone più esposto al sole per coltivarlo. Potrete trovare le piantine di basilico da trapiantare in vaso molto facilmente in qualsiasi vivaio oppure potrete coltivare il basilico per talea.

basilico

2) Fragole

Le piantine di fragole sono semplici da curare e le potrete coltivare in vaso sul vostro balcone esposto al sole. Il periodo migliore per piantare le fragole è la primavera, così potrete gustare i loro frutti di stagione durante l’estate.

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3) Pomodorini

Amate i pomodori? Se avete un balcone esposto al sole ma non molto spazio a disposizione vi consigliamo di scegliere delle piante di pomodorini da coltivare in vaso. Li potrete raccogliere durante l’estate e aggiungerli direttamente alle vostre insalate.

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4) Zucchine

Le zucchine hanno bisogno di sole e di spazio. Vi consigliamo di scegliere vasi grandi e varietà di zucchine tonde da coltivare in balcone per avere i risultati migliori. Potrete coltivare le zucchine in vaso direttamente dal seme e scegliere sementi bio.

zucchine

5) Peperoncini

Potrete coltivare facilmente i peperoncini in vaso sul vostro balcone esposto al sole. Troverete peperoncini di diverse dimensioni e colori ma soprattutto con un differente grado di piccantezzza. Potrete scegliere dei peperoncini decorativi dai colori vivaci oppure dei peperoncini piccanti da utilizzare freschi in cucina o da lasciare essiccare.

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Fonte: http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/20406-piante-balcone-sole

COME REALIZZARE UN ORTO IN VASO

Altra bella idea da coltivare in vaso.
#Pexo

Verdure, ortaggi ed aromatiche possono essere coltivate con successo anche in vaso. Ovviamente non potrete contare su un raccolto abbondante ma avrete la soddisfazione di consumare insalatine croccanti e salutari, pomodori giunti a maturazione direttamente sulla pianta o ancora avrete sempre a disposizione aromatiche fresche per insaporire le vostre pietanze o preparare una tisana.

Soprattutto se volete coltivare le piante in terrazzo è necessario utilizzare vasi in materiale plastico così da non sovraccaricarne il peso.

Dopo aver preparato uno strato drenante con argilla espansa o altro materiale inerte, aggiungete nel vaso buona terra da giardino mescolata a qualche manciata di concime pellettato e se lo avete a disposizione, aggiungete anche del compost ben maturo.

Potete coltivare le vostre piante partendo dalla semina, magari delle verdure da foglia come insalata da taglio, bietola o spinaci, oppure potete acquistare piantine già pronte che dovrete inserire nel vaso dopo averne reidratato il panetto di terra.

Le piante che crescono in altezza come quelle di pomodoro, pisello e fagiolo dovranno essere dotate di tutore facendo attenzione nell’inserirlo a non ferire le radici.

 Potete mescolare in un unico vaso più specie rispettando la giusta consociazione, non è infatti scontata la coltivazione contemporanea in quanto alcune famiglie di ortaggi traggono vantaggio dalla vicinanza con altre e viceversa possono essere nocive.

Mescolate ortaggi e fiori, i pomodori vicino ai tagete le cui radici producono essudati che allontanano i nematodi, vicino ai fagioli e ai cavoli coltivate la petunia, e con la cipolla la camomilla.

Per facilitare il compito di annaffiare le piante in vaso e al contempo fare attenzione al risparmio idrico, potete installare anche un impianto di irrigazione.

Fonte: http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/20653-orto-in-vaso

 

I MIGLIORI METODI PER ANNAFFIARE LE PIANTE QUANDO PARTITE PER LE VACANZE

Consigli e suggerimenti estivi.
#Pexo

Come annaffiare le piante quando si parte per le vacanze? Innanzitutto esistono alcuni accorgimenti che si possono adottare e tutto dipende da quanto si mancherà da casa…

E’ sempre buona norma lasciare dei recipienti riempiti d’acqua vicino ai vasi cosicché l’acqua, evaporando, creerà un ambiente umido.

Inoltre se lasciate le vostre piante in casa ricordatevi di non lasciarle al buio, mentre se invece si trovano all’esterno spostatele in una posizione meno soleggiata possibile e mettetele tutte insieme per benino in modo che formino così un microclima umido.

Se si pensa di mancare per più di una settimana è possibile dar loro l’acqua di cui hanno bisogno usando una grande bottiglia (o un contenitore) una per ciascuna pianta ponendola vicino ognuna al proprio vaso ad un’altezza superiore a quella del vaso stesso: in pratica riempite la bottiglia d’acqua e ponetevi delle strisce di stoffa (da 3 a 10) già bagnate con un capo immerso nella bottiglia l’altro capo nella terra del vaso, per bene interrate per qualche centimetro, in questo modo l’acqua passerà dalla bottiglia alla terra con facilità.

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Fonte foto: www.PianetaDonna.it

Se le piante sono tante si può usare lo stesso metodo che funziona nello stesso modo, ma con forma diversa, ossia porta l’acqua dalla parte inferiore del vaso (come fosse acqua che arriva grazie ad un sottovaso). In pratica un piccolo telo steso su una superficie piatta con una parte immersa in una bacinella piena d’acqua che si trova ad un livello inferiore a quello di dove si trovano le piante, l’acqua quindi risalirà per capillarità nel terreno e così innaffierà le piante.

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Fonte immagine: www.elicriso.it

Un’altro metodo semplicissimo è quello di utilizzare una bottiglia da mezzo litro, basta praticate alcuni fori sul tappo di plastica e sulla base della bottiglia stessa per permettere all’acqua di fuoriuscire Ora basta riempire la bottiglia d’acqua chiusa con il tappo quindi basta piantarla con il collo nel terreno ed Il liquido verrà ceduto lentamente.

Un’altro metodo davvero utile è l’uso del temporizzatore con impianto goccia a goccia, certamente efficientissimo, ma non proprio senza spese, infine rimane il buon vecchio vicinato…andate dal vostro vicino e chiedete il favore di annaffiare le piante in vostra assenza, ma ricordatevi di ricambiare e di tornare con un piccolo dono per ricompensarlo del favore!

Fonte: http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/8276-annaffiare-piante-vacanza

1 MILIONE DI BAMBINI IN MEDITAZIONE PER SALVARE IL PIANETA

Dovremmo unirci anche noi grandi! Complimenti piccoli!
#Pexo

Ogni anno in Thailandia succede qualcosa di straordinario con un evento che richiama 1 milione di bambini riuniti in meditazione per la pace nel mondo e per salvare il Pianeta.

L’iniziativa prevede la partecipazione di 5000 scuole che si ritrovano presso il tempio buddhista di Phra Shammakaya grazie al progetto V-Star Change the World. Qui i pensieri di pace dei bambini creano vibrazioni positive e contribuiscono a portare luce nel mondo.

La trasformazione interiore dell’umanità può portare a un cambiamento nel mondo ed è bene che questo tipo di riflessione inizi proprio dai bambini che saranno gli adulti di domani. La meditazione è fondamentale per sbloccare il nostro potenziale e per risvegliare la forza vitale che scorre in ognuno di noi.

La grande meditazione collettiva che riunisce un milione di bambini in Thailandia ricorda all’umanità di rimanere unita e di superare i limiti che la separano in diversi gruppi, a partire dalla religione e dalla nazionalità.

Durante l’evento i bambini meditano e cantano insieme. Si tratta di giovanissimi provenienti sia dalla Thailandia che da altre parti del mondo per dimostrare che una vera unione è possibile per raggiungere un obiettivo che porterà benefici a tutti, come la pace e la salvaguardia del Pianeta.

Una meditazione collettiva così ampia può avere effetto non soltanto su chi vi prende parte ma anche sull’ambiente circostante. Immaginiamo allora l’impatto che la meditazione di 1 milione di bambini riuniti in contemporanea potrebbe avere sul Pianeta in senso positivo. L’ultimo appuntamento si è svolto nel 2015 ed ora il mondo è in attesa di una nuova grande meditazione per il 2016 o il 2017.

I bambini in questa occasione si incontrano per meditare ma anche per uno scambio di racconti e di esperienze su quanto si siano impegnati nel fare del bene nei luoghi in cui vivono, dall’aiutare i genitori in casa all’imparare a risparmiare sulla paghetta. La pratica meditativa quotidiana è uno strumento di trasformazione interiore a cui tutti possono avvicinarsi, anche chi ha poco tempo.

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I bambini possono iniziare a praticare Yoga e ad avvicinarsi alla meditazione sin dalla scuola materna. Se vogliamo cambiare in meglio la società, allora, partiamo da noi stessi e dalle nuove generazioni.

Fonte: http://www.greenme.it/yoga/20647-bambini-meditazione-thailandia

TORTE SALATE: 20 RICETTE FACILI E VELOCI

Buon appetito!
#Pexo

Le torte salate non possono mancare nel vostro ricettario dato che le potrete preparare in mille modi diversi e adattare a tutti i gusti e scelte alimentari, vostre della vostra famiglia e degli amici. In più le torte salate piacciono davvero a tutti e sono una vera svolta quando c’è bisogno di riciclare gli avanzi.

Se volete preparare una torta salata a regola d’arte, preparatela tutta in casa, compresa la pasta sfoglia, invece di acquistare dei prodotti confezionati. Il ripieno di verdure può variare facilmente in base alle stagioni e così diventa semplicissimo portare in tavola delle torte salate seguendo delle ricette vegetariane.

Nel corso del tempo abbiamo raccolto anche tante ricette vegane per preparare le torte salate. In questo modo potrete davvero scatenare la vostra creatività per dare vita a delle torte salate gustose e salutari, oltre che sempre diverse.

Le torte salate sono perfette da servire sia all’aperitivo che come antipasto ma anche come primo piatto accompagnate ad un contorno ad hoc, ad esempio ad un’insalata, a delle verdure di stagione o a dei legumi.

Ecco una raccolta di ricette da seguire per preparare in casa le torte salate che preferite, vegetariane, vegane o senza glutine.

1) Torte salate vegan

Per preparare le torte salate vegan dovrete fare attenzione sia al ripieno che alla sfoglia dato che non dovranno contenere né uova, né burro e latticini. Il consiglio in questo caso è di preparare una base semplice con acqua, farina e olio extravergine.

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2) Torte salate vegetariane

Le torte salate vegetariane sono facili da arricchire con le verdure di stagione che preferite. Al ripieno potrete unire anche dei formaggi freschi come la mozzarella o la ricotta, da insaporire con le erbe aromatiche: basilico, origano, rosmarino, salvia, timo, maggiorana.

torte salate vegetariane

3) Torte salate estive

Le torte salate vegetariane estive si arricchiscono con gli ingredienti tipici di questa stagione come zucchine, melanzane, peperoni e fagiolini. Con zucchine e melanzane, ma anche con i peperoni, potrete preparare delle salse per farcirle, oltre che utilizzarli a fette.

torte salate estive

4) Torte salate invernali

Radicchio, verza, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cavolo nero toscano: ecco alcuni dei tipici ingredienti di stagione che potrete scegliere per il ripieno delle vostretorte salate invernali per renderle sempre diverse, ricche e gustose.

torte salate invernali

5) Torte salate autunnali

Anche in autunno potrete preparare delle torte salate vegetariane o vegane davvero speciali. Per le torte salate autunnali scegliete la zucca, le patate, gli spinaci, i topinambur ma anche le noci e le castagne, a seconda dei vostri gusti.

torte salate autunnali

6) Torte salate rustiche

Per la base delle vostre torte salate rustiche potrete scegliere la lievitazione naturale e dare spazio alla pasta madre in modo da ottenere degli impasti davvero saporiti e caratteristici. Variate il ripieno delle vostre torte salate rustiche in base alle stagioni.

torte salate rustiche

7) Torte salate alla zucca

Potrete preparare la torta salata alla zucca in autunno o in inverno durante la stagione tipica per questi ortaggi che se ne avete la fortuna potrete raccogliere direttamente dal vostro orto. E se in frigo avete degli avanzi la torta salata alla zucca è l’ideale per riciclarli.

torte salate zucca

8) Torte salate alle zucchine

La torta salata alle zucchine è il classico dei classici, è la ricetta più semplice e veloce da preparare dato che le zucchine tagliate a fettine sottili cuociono rapidamente in forno e sono facili da abbinare ad altre verdure o al pesto fatto in casa.

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9) Torte salate con patate

Tra gli ingredienti che potrete scegliere per farcire le vostre torte salate fatte in casa non possono mancare le patate, protagoniste di numerose ricette stuzzicanti. Qui e qui le ricette da cui prendere spunto.

torte salate patate

10) Torte salate veloci

Le torte salate veloci da preparare hanno una base preparate solo con acqua, farina e olio extravergine, senza lievito, e si condiscono con verdure che cuociono rapidamente, come le zucchine e le melanzane tagliate sottili. Qui le ricette da cui prendere spunto.

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Fonte foto: Ricette della nonna

11) Torte salate facili

Le torte salate più facili da preparare non hanno ripieni molto elaborati e prevedono abbinamenti semplici per la farcitura come ricotta e verdure di stagione, patate tagliate a fettine sottili e mozzarella, piselli e carote tagliate a cubetti. Qui e qui le ricette da cui prendere spunto.

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Fonte foto: Semplice Veloce

12) Torte salate con Bimby

Chi ha a disposizione il robot da cucina potrà preparare in casa le torte salate ancora più rapidamente dato che impastare gli ingredienti per la base sarà ancora più semplici. Qui e qui le ricette delle torte salate con Bimby.

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Fonte foto: Acqua, zucchero e farina

13) Torte salate senza glutine

Per preparare le torte salate senza glutine bisogna sostituire la farina di frumento che di solito viene utilizzata per l’impasto della base con una farina gluten-free adatta ai celiaci. Qui e qui le ricette a cui ispirarvi.

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Fonte foto: Free senza glutine

14) Torte salate senza burro

Esistono molte alternative per preparare le torte salate senza burro. Ad esempio potrete preparare in casa una pasta brisée o una pasta sfoglia vegan, che risulterà nello stesso tempo senza burro e senza uova. Qui e qui altre ricette.

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15) Torte salate senza uova

Alcune ricette per preparare le torte salate prevedono di aggiungere nell’impasto e/o nel ripieno delle uova. In realtà le uova non sono fondamentali per preparare le torte salate e si possono facilmente omettere o sostituire con altri ingredienti.Qui e qui alcune ricette utili.

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16) Torte salate ricotta e spinaci

Ricotta e spinaci, ecco uno dei ripieni più popolari per le torte salate. Gli spinaci freschi cuociono molto rapidamente. Il consiglio è di prepararli in pentola o in padella prima di usarli come ripieno per le torte salate. Qui e qui le ricette.

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Fonte foto: Lo spicchio d’aglio

17) Torte salate alla farina di farro

Con la farina di farro potrete variare la base delle vostre torte salate. Infatti letorte salate alla farina di farro si preparano sostituendo la farina di frumento con questo ingrediente meno conosciuto ma che vi permette di orientarvi verso cereali e sapori un po’ diversi dal solito.

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18) Torte salate con verdure a spirale

Le torte salate guarnite con le verdure a spirale fanno davvero un grandissimo effetto e sono anche molto buone. Per la spirale di verdure potrete scegliere di tagliare a listarelle carote, melanzane, zucchine, radicchio e altri ortaggi. Qui equi le ricette per imparare a prepararle.

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19) Torte salate al radicchio

Tra l’autunno e l’inverno potrete preparare le vostre torte salate al radicchioabbinandolo, ad esempio, alle noci, oppure alle pere, o ancora alla ricotta o a un formaggio fresco per una torta salata vegetariana. Qui e qui le ricette.

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Fonte foto: Gusto Blog

20) Torte salate a forma di girasole

Avete mai provato a preparare una torta salata a forma di girasole? Il procedimento è un po’ più laborioso rispetto alle torte salate classiche ma l’effetto è davvero bello e vi darà molta soddisfazione.

Fonte: http://www.greenme.it/mangiare/vegetariano-a-vegano/20641-torte-salate-ricette

10 FILM CHE INSEGNANO AI BAMBINI AD AMARE NATURA, AMBIENTE E ANIMALI

Da mostrare a tutti i bimbi… serve!
#Pexo

Sono davvero tanti i film di animazione, le pellicole e i documentari che insegnano ai bambini ad amare la natura, l’ambiente e gli animali. Ne abbiamo selezionati alcuni per voi in modo che possiate inserirli tra i possibili titoli da proporre sia ai bambini che ai ragazzi in base alla loro età e alle loro preferenze.

Se volete guardare un film in compagnia di tutta la famiglia, ecco una lista di 10 film per bambini e ragazzi che hanno al centro il tema della natura, la sua protezione e il rispetto per gli animali.

1) Nausicaa della Valle del vento

Nausicaa della Valle del vento è un film d’animazione del 1984 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, tratto dal suo manga omonimo. Il film narra la storia di Nausicaa, giovane principessa della Valle del vento, che rimane coinvolta in uno scontro contro Tolmechia, un regno che cerca di riportare in funzione un’antica arma per spazzare via una giungla tossica popolata da insetti giganti. Nausicaä dovrà cercare di fermare i tolmechiani dall’irritare queste creature.

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2) La volpe e la bambina

La volpe e la bambina racconta la storia dell’amicizia tra la giovane protagonista del film e una volpe selvatica. Il film insegna ai bambini a rispettare gli animali comprendendo quale sia la loro vera natura. La volpe e la bambina diventano amiche dopo lunghi tentativi di avvicinamento ma non bisogna dimenticare che la volpe è un animale selvatico con abitudini che non si possono facilmente adattare a quelle umane.

la volpe e la bambina

3) Chimpanzee

Chimpanzee è un documentario naturalistico del 2012 realizzato dalla Disneynature e codiretto da Alastair Fothergill e Mark Linfield. Il film racconta la storia di Oscar, un giovane scimpanzé comune che si ritrova da solo nelle foreste della Costa d’Avorio, fino a quando viene preso in custodia da un altro scimpanzé che lo tratta come se fosse suo figlio.

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4) Il libro della giungla

Il libro della giungla è uno dei film per bambini più famosi e più amati. E’ tratto dall’omonimo romanzo di Rudyard Kipling. I bambini di oggi dovrebbero conoscere la storia di Mowgli, il cucciolo d’uomo lottare allevato dagli animali della giungla che impara a cavarsela in condizioni di difficoltà e a per la sopravvivenza.

il libro della giungla

5) Mia e il Migù

Mia è una bambina che deve affrontare un problema molto più grande di lei: ladistruzione della foresta tropicale sudamericana per la realizzazione di un complesso alberghiero. Per raggiungere questo luogo e suo padre – che vi lavora – dovrà attraversare un mondo incantato popolato da creature misteriose.

mia e il migu

6) Lorax – Il guardiano della foresta

Il protagonista del film è Ted, un ragazzo nato e cresciuto in una cittadina completamente artificiale dove la natura non esiste più, non ci sono nemmeno gli alberi e qualcuno è arrivato a vendere aria alla gente. Ted andrà alla ricerca della natura perduta e incontrerà un buffo personaggio di nome Lorax, il guardiano della foresta che parlerà con lui a nome degli alberi.

lorax guardiano della foresta

7) I Croods

I Croods sono una famiglia di cavernicoli. La loro vita quotidiana viene scossa all’improvviso dall’imminente pericolo di un terremoto che potrebbe distruggere il luogo in cui vivono e dalla scoperta del fuoco, di cui hanno molta paura. Dovranno attraversare la foresta e si troveranno a diventare amici di uno strano animale preistorico per potersi salvare.

i croods

8) Epic – Il mondo segreto

Epic è un film di animazione basato sul libro per bambini The Leaf Men and the Brave Good Bugs di William Joyce. Il padre della protagonista è il Professor Bomba, uno scienziato con una teoria ben precisa secondo cui la natura altro non sarebbe che un micro-cosmo abitato da minuscoli esseri, che non possiamo vedere perché vivono in maniera accelerata. Nel film questi esseri esistono davvero e presto padre e figlia lo scopriranno.

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9) L’incredibile viaggio della tartaruga

L’incredibile viaggio della tartaruga è un documentario naturalistico uscito nelle sale italiane il 23 ottobre 2009 e realizzato dal regista Nick Stringer in 5 anni di lavoro. E’ arrivato in anteprima in Italia al Festival Internazionale del Film di Roma 2009. Piacerà ai bambini e ai ragazzi che amano i documentari sulla natura e sugli animali, ma anche agli adulti.

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10) Il re leone

Il re leone è un grande classico che probabilmente piacerà ancora ai bambini di oggi che non conoscono questa storia e forse strapperà ancora qualche lacrima agli adulti che lo avevano visto per la prima volta durante l’infanzia. Insieme aPocahontas, Il re leone è tra i film Disney che raccontano meglio l’amore per la natura.

il re leone

 

Fonte: http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/20655-film-bambini-natura-ambiente-animali

COME I VESTITI CHE INDOSSIAMO STANNO AVVELENANDO IL MARE

Accidenti questo è triste…vestirsi ed inquinare!?!
#Pexo

Che mari e oceani siano inquinati dalla plastica non è purtroppo una novità. Un nuovo studio, però, getta luce sulla provenienza di tali rifiuti, mostrandoci una sconcertante verità: la maggior parte di essi, infatti, proviene dai vestiti che indossiamo e si disperde durante il loro lavaggio in lavatrice, avvelenando fiumi e oceani e finendo poi nella catena alimentare.

Le fibre sintetiche in cui sono realizzate giacche, magliette e altri indumenti che siamo soliti acquistare e indossare sono tra i maggiori responsabili dell’inquinamento dei nostri mari. Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California Santa Barbara, Microfiber Pollution and the Apparel Industry, i cui risultati sono stati resi pubblici alcuni giorni fa. I ricercatori hanno scoperto che, in media, delle giacche in pile sintetiche rilasciano 1,7 grammi di microfibre ad ogni lavaggio. Gli indumenti vecchi, inoltre, rilasciano quasi il doppio delle fibre rispetto a quelli nuovi. Il progetto è stato finanziato dal produttore di abbigliamento Patagonia, una B Corporation certificata, che offre anche borse di studio dedicate alla sostenibilità ambientale.

Dopo essere state rilasciate in acqua durante il lavaggio in lavatrice, le microfibre “viaggiano” verso gli impianti di depurazione locali e fino al 40% di essi finisce poi in fiumi, laghi e oceani, contaminando la catena alimentare. Le microfibre sintetiche hanno infatti dimensioni tali da poter essere facilmente ingerite sia dai pesci che da altri animali selvatici. E, con il tempo, le loro tossine si accumulano negli organismi degli animali più grandi, quelli che occupano una posizione più elevata nella catena alimentare, finendo poi, molto verosimilmente, sulle tavole e negli organismi di milioni di persone.

La ricerca mette anche in dubbio la sostenibilità dei tessuti realizzati dal riciclo di rifiuti in plastica, che si pensava potessero aiutare ad abbattere l’inquinamento ambientale: in realtà, se la dispersione delle microfibre avviene in fase di lavaggio, questi indumenti “sperimentali” sono comunque inquinanti, perché le loro componenti vanno a finire nelle acque, e in una forma – quella di minuscoli pezzettini – che le rende ancora più pericolose di intere bottiglie di plastica.

Cosa fare, allora, per porre rimedio ad un problema che si aggrava di giorno in giorno e che ha risvolti drammatici sulla salute di ambiente ed esseri viventi? La Plastic Soup Foundation, un’organizzazione per la tutela degli oceani co-fondata dall’Unione Europea e con sede ad Amsterdam, ha lanciato una serie di idee a riguardo.

L’industria dell’abbigliamento dovrebbe puntare su tessuti di maggiore qualità e su fibre trattate in modo tale da non disperdere particelle durante il lavaggio. Si dovrebbe poi intervenire proprio in questa fase, utilizzando prodotti in grado di catturare le microfibre disperse nel cestello delle lavatrice, oppure installando in ogni apparecchio un apposito filtro. Infine, una nuova, interessante frontiera è rappresentata dalla lavatrice che non utilizza acqua: un prodotto pensato e progettato da un’azienda californiana e che potrebbe consentire di lavare i tessuti in anidride carbonica pressurizzata.

Insomma, una soluzione al problema non è impossibile da trovare, fanno sapere dalla Plastic Soup Foundation, ma è necessario che tutti gli attori coinvolti – sia l’industria dell’abbigliamento che quella degli elettrodomestici – collaborino. Cosa che, almeno fino ad oggi, non è avvenuta.

“È davvero un insulto che dicano che non è un loro problema.” – è la conclusione di Maria Westerbos, Direttrice della PSF – “È anche un problema loro. È un problema di tutti.”

Fonte: http://www.greenme.it/consumare/mode-e-abbigliamento/20657-plastica-tessuti-mare

BIO-HYBRID: IL QUADRICICLO ELETTRICO CHE UNISCE LA BICI A UN AUTO

Idea molto interessante, da provare!
#Pexo

Un po’ e-bike, un po’ e-car. Ecco l’idea alla base di Bio-Hybrid, un progetto nato in Germania per la nuova mobilità sostenibile che da poco è stato presentato ufficialmente da Schaeffler. Perché unire elettricità e pedalata?

La motivazione è molto semplice.L’azienda pensa che per la mobilità sostenibile del futuro non ci potremo basare soltanto sull’elettricità, dunque è già necessario ricercare delle alternative.

Possiamo pensare a Bio-Hybrid come ad una bici con tettuccio di copertura sotto forma di quadriciclo oppure come una piccola auto elettrica con una marcia in più.

E’ dotata di una batteria che si ricarica in quattro ore collegandola normalmente alla corrente elettrica. L’autonomia è compresa tra i 50 e i 100 chilometri di percorrenza.

Perché il progetto sia realmente ibrido questa volta non abbiamo un’associazione tra elettricità e benzina o tra benzina e metano ma tra batteria elettricapossibilità di pedalare, di fare cioè in prima persona uno sforzo fisico per gli spostamenti, come se fossimo su una bici.

Si tratta di un progetto che guarda soprattutto alle città del futuro e ai cambiamenti che le interesseranno, come ha spiegato il professor Peter Gutzmer:

“Le aree metropolitane e le maggiori città continueranno a cambiare. Città come Londra, Parigi e Singapore hanno già investito centinaia di milioni per lo sviluppo delle piste ciclabili. I tratti ciclabili ad alta velocità permetteranno l’estensione della micro-mobilità. Si sta già discutendo in Germania sulla possibilità di aprire piste ciclabili con un limite legale di velocità di 40 km/h”.

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Possiamo forse definire questa novità come un ibrido tra una bici a pedalata assistita e un’auto elettrica. In Germania la si può guidare senza patente sia sulle strade che sulle piste ciclabili. Il sedile del conducente ha la forma di un sellino da bici per facilitare la pedalata.

La società vorrebbe iniziare a produrre Bio-Hybrid su larga scala. Ci attendiamo delle novità per il 2017, quando sapremo di preciso anche il prezzo, che dovrebbe oscillare tra i 5000 e i 7000 euro ma che potrebbe anche abbassarsi a seconda del successo che la novità riuscirà ad avere. L’anno prossimo verranno costruite da 30 a 40 Bio-Hybrid per testarle su strada. Vi piacerebbe salire a bordo di un quadriciclo ibrido così?

Fonte: http://www.greenme.it/muoversi/bici/20792-bio-hybrid-quadriciclo-elettrico

Il buco dell’ozono si sta chiudendo. L’ecologia paga

Avanti con l’ecologia!
#Pexo

 

Gli ultimi dati relativi al buco dell’ozono indicano un netto miglioramento rispetto al 2000. Dipeso dalle decisioni ecologiste prese trent’anni fa.

Buone notizie per il pianeta Terra. Il buco dell’ozono al di sopra della regione antartica, causato in buona parte dalle attività inquinanti dell’uomo, sta proseguendo il proprio riassorbimento. A spiegarlo sono le ultime analisi degli scienziati, che sottolineano come le misure adottate attraverso il Protocollo di Montreal del 1987 stiano portando i loro frutti.

Recuperati 4 milioni di chilometri quadrati

Il buco nel “cuscino protettivo” del nostro pianeta, che si estende tra venti e quaranta chilometri di altitudine rispetto alla superficie terrestre e che assorbe la maggior parte dei raggi ultravioletti pericolosi per gli organismi viventi, risulta infatti diminuito di più di quattro milioni di chilometri quadrati rispetto ai rilevamenti effettuati nel 2000.

La conferma è contenuta in uno studio pubblicato dalla rivista americana Science, effettuato nel corso del mese di settembre del 2015, nel quale si sottolineano le dimensioni del fenomeno: la porzione di strato di ozono “recuperata” negli ultimi quindici anni è pari alla superficie degli Stati Uniti.

buzo ozono

L’estensione del buco dell’ozono rilevata nel 2000 ©Newsmakers/Getty Images

“Possiamo dire che, globalmente, il buco dell’ozono sembra sulla via della guarigione”, hanno affermato gli scienziati autori del report. E ciò grazie al fatto che la concentrazione di clorofluorocarburi (Cfc) legati ad attività antropiche nell’atmosfera risulta in diminuzione del 10-15 per cento rispetto ai picchi dei primi anni Novanta. Un dato confermato anche dall’ultimo rapporto quadriennale curato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.

La spinta decisiva del Protocollo di Montreal

Il Protocollo di Montreal prevedeva infatti l’introduzione di divieti progressivi all’uso dei gas Cfc, fino a quel momento largamente utilizzati nei sistemi di climatizzazione, di refrigerazione, così come in numerosi processi industriali. Secondo Susan Solomon, docente di Chimica e di Scienze climatiche presso il Massachusetts, Institute of Technology (Mit), “l’adozione di tale trattato consentirà all’umanità di evitare due milioni di tumori della pelle all’anno di qui al 2030, nonché numerosi danni agli occhi e ai sistemi immunitari. E ci permetterà di proteggere la fauna e l’agricoltura”.

Fonte. http://www.lifegate.it/persone/news/buco-ozono